Ricordi Bollenti: L’Estate al Mare di Betty
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Mi chiamo Betty, ho 25 anni, e quell’estate a Riccione è stata la più calda e bagnata della mia vita… in tutti i sensi.
Sono alta, mora, con un corpo che attira gli sguardi: seno abbondante, sodo e pesante, vita stretta e fianchi larghi che ondeggiano quando cammino. Quella settimana portavo solo bikini minuscoli e parei trasparenti. I miei capelli castani lunghi e mossi mi arrivavano a metà schiena, spesso bagnati di mare e sale. Labbra rosse, occhi scuri e un sorriso da stronza che prometteva guai. Sapevo esattamente l’effetto che facevo, e mi piaceva da morire.
Eravamo io, due amiche e una casa vicinissima alla spiaggia. Una sera, dopo troppi spritz, proposi: «Domani noleggiamo una barca e andiamo nelle calette. Solo noi ragazze… e un po’ di cazzo, magari.»
Il giorno dopo trovammo loro tre: Marco, Luca e Andrea. Tre ragazzi palestrati, abbronzati, con addominali scolpiti e quel tipico sguardo da predatori. Li adocchiai subito sul molo. Mi avvicinai ancheggiando, il pareo semiaperto che lasciava intravedere il mio bikini rosso fuoco, e in dieci minuti avevo già organizzato tutto.
Appena salimmo sulla barca mi tolsi il pareo. Il sole picchiava forte e il mio seno, stretto solo da due triangolini di stoffa, ondeggiava a ogni movimento. Sentivo già gli sguardi dei ragazzi addosso. Dopo mezz’ora di navigazione arrivammo in una caletta nascosta. Gettai l’ancora e sorrisi.
«Chi ha voglia di fare il bagno nudi?»
Non aspettai risposta. Mi slacciai lentamente il reggiseno del bikini. I miei seni grandi e pesanti uscirono liberi, i capezzoli già duri per l’eccitazione e l’aria salata. Li sentii fissarmi. Mi tuffai ridendo.
L’acqua era tiepida. Marco mi raggiunse subito. Le sue mani grandi mi afferrarono la vita, poi salirono a stringermi il seno. Gemetti quando mi pizzicò un capezzolo. In pochi minuti eravamo tutti nudi sulla barca. L’aria era elettrica.
Mi sdraiai sul fondo imbottito della barca, gambe aperte, il sole che mi scaldava la pelle. Luca fu il primo a chinarsi su di me. Mi baciò il collo, poi scese sui seni, succhiandomi i capezzoli con avidità mentre li stringeva forte. Io gli presi il cazzo già durissimo in mano, accarezzandolo lentamente.
«Voglio sentirvi tutti e tre…» dissi con voce roca.
Momenti bollenti in barca..
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Marco fu il primo a penetrarmi. Mi aprì le gambe e affondò dentro di me con un colpo deciso. Urlai di piacere mentre mi riempiva completamente. Il suo cazzo grosso mi tendeva tutta, e ogni spinta faceva ballare violentemente il mio seno. Intanto Luca mi mise il suo membro davanti alla bocca. Lo presi tutto, succhiandolo con fame, gemendo intorno alla sua cappella mentre Marco mi scopava sempre più forte.
Andrea mi strizzava le tette, le schiaffeggiava piano e mi torceva i capezzoli. Ero in estasi. La barca dondolava al ritmo dei nostri corpi, l’odore di sesso che si mescolava a quello del mare.
Mi girarono a quattro zampe. Marco mi riprese da dietro, sbattendomi con forza mentre Luca mi fotteva la bocca. Andrea si mise sotto di me e mi succhiava i seni. Venni per la prima volta così, tremando e urlando intorno al cazzo di Luca.
Poi mi fecero sedere su Andrea. Il suo cazzo mi entrò fino in fondo mentre io cavalcavo. Marco si posizionò dietro e, dopo avermi bagnato bene, mi penetrò nel culo. Sentii entrambi dentro di me, che mi riempivano completamente. Il piacere era quasi insopportabile. Urlavo, il corpo scosso da spasmi mentre Luca mi scopava la bocca.
Venni di nuovo, violentemente, stringendoli entrambi dentro di me. Poco dopo furono loro a esplodere. Marco venne per primo, scaricando fiotti caldi nel mio culo. Andrea mi riempì la figa. Luca si tirò fuori dalla bocca e mi schizzò sul seno e sul viso, il suo sperma denso e caldo che mi colava sulle labbra e sui capezzoli.
Ero distrutta, lucida di sudore, sperma e acqua di mare, ma sorridevo.
Ci tuffammo di nuovo per rinfrescarci, toccandoci ancora, baciandoci, ridendo. Il sole stava tramontando quando tornammo a riva, i corpi segnati da succhiotti, morsi e schizzi, i capelli scompigliati dal vento e dal sesso.
Quell’estate non fu solo una vacanza. Fu pura, selvaggia libertà. E io, ero al centro di tutto… esattamente come piace a me.
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